top of page

Cresce l’utilizzo dell’intelligenza artificiale nelle imprese, ma senza competenze il rischio è fermarsi a metà strada

  • Immagine del redattore: Paolo Rappoccio
    Paolo Rappoccio
  • 30 dic 2025
  • Tempo di lettura: 3 min

L’intelligenza artificiale sta entrando con sempre maggiore decisione nel tessuto produttivo italiano, come confermano i numeri dell’ultimo rapporto Istat. Nel giro di un solo anno la quota di imprese che utilizza almeno una tecnologia di AI è praticamente raddoppiata. Un segnale positivo, che racconta di un interesse ormai maturo e di una consapevolezza diffusa sul fatto che l’AI non sia più un tema da “futuro lontano”, ma una leva concreta di competitività.


Eppure, dietro questa crescita si nasconde una fragilità strutturale che rischia di rallentare, se non addirittura frenare, la trasformazione digitale del Paese, legata al gap di competenze.


uomo programma con aiuto IA

La fotografia che emerge dalle analisi più recenti è chiara. Molte imprese hanno iniziato a sperimentare soluzioni di intelligenza artificiale, spesso partendo da applicazioni relativamente semplici come strumenti di supporto alle vendite, automazione di attività ripetitive, analisi di dati di base, assistenti digitali integrati nei software aziendali. È un primo passo importante, ma non sufficiente a generare un vero salto di qualità.


Del resto, oggi le soluzioni di AI sono sempre più accessibili, scalabili e integrate nei sistemi già in uso. Il vero ostacolo è la capacità di comprenderle, governarle e inserirle nei processi aziendali in modo strategico. Molte imprese si fermano perché non dispongono delle competenze interne necessarie per valutare i benefici, gestire i dati, interpretare correttamente i risultati o ripensare l’organizzazione del lavoro.


Questo divario emerge in modo ancora più evidente quando si guarda alle piccole e medie imprese, che rappresentano l’ossatura dell’economia italiana. Le grandi aziende, pur con difficoltà, riescono più facilmente a investire in figure specializzate e in progetti strutturati. Le PMI, invece, rischiano di vivere l’AI come qualcosa di opaco, oppure come uno strumento promettente ma difficile da padroneggiare davvero.


Il risultato è una trasformazione a due velocità. Da un lato, imprese che riescono a usare l’intelligenza artificiale per migliorare produttività, efficienza e capacità decisionale. Dall’altro, realtà che restano ferme o procedono a piccoli passi, con il rischio di accumulare ulteriore ritardo competitivo.


gestione server IA

C’è da considerare inoltre che il tema delle competenze non riguarda solo programmatori o data scientist. Serve una leadership consapevole, capace di capire cosa può fare, e cosa non può fare, l’intelligenza artificiale, di orientare gli investimenti, di accompagnare il cambiamento organizzativo e di valorizzare le competenze esistenti. Senza questa visione, l’AI rischia di restare un insieme di strumenti scollegati, utilizzati in modo sporadico e senza una reale integrazione nei processi decisionali.


In territori come il Mezzogiorno, questa fase assume un significato ancora più profondo. L’intelligenza artificiale e il cloud possono rappresentare un’occasione straordinaria per ridurre il divario con le aree più sviluppate, abbattendo barriere infrastrutturali e consentendo anche alle imprese più piccole di accedere a tecnologie avanzate. Ma perché questo accada è indispensabile affiancare alla tecnologia un investimento serio e continuativo sulle competenze.


Formazione, affiancamento, accompagnamento strategico sono le parole chiave. Accanto alla capacità di usare un software, è necessario costruire una capacità diffusa di leggere i dati, migliorare i processi, ripensare modelli organizzativi e rendere le persone protagoniste della trasformazione digitale.


La crescita dell’adozione dell’IA è quindi una buona notizia, ma non può bastare. Il vero salto di qualità arriverà quando le imprese passeranno dalla sperimentazione alla trasformazione consapevole, facendo dell’intelligenza artificiale uno strumento quotidiano di lavoro, di supporto alle decisioni e di sviluppo del business.

 
 
 

Commenti


bottom of page